Legione straniera,
i cosacchi tornano
nel deserto africano

deserto

Dal 1925 combattono per la Francia, inseguendo ribelli da una parte all'altra del Sahara


Francesi, come dicono i legionari, “non per sangue ricevuto ma per sangue versato”. Sono i cavalieri della Legione straniera, eredi dei cosacchi Bianchi sconfitti dai bolscevichi durante la Rivoluzione Russa, successivamente approdati sulle sabbie del Sahara nei primi anni del novecento. Dal 1925 si coprirono di gloria in nome della Francia, inseguendo rivoltosi da una parte all’altra del deserto. Oggi però, si trovano davanti a un’altra guerra e a un altro tipo di ribelli. E invece di cavalcare un purosangue arabo sono alla guida di blindati motorizzati Peugeout V6.

All’alba del 2013 i legionari del Primo Reggimento Straniero di Cavalleria, si ritrovano a combattere fianco a fianco con i francesi in Mali, contro i ribelli islamici che da marzo 2012 hanno messo sotto assedio il paese.

Da un paio di giorni sono iniziati i combattimenti a terra. E ieri, a dare man forte ai ventimila uomini dell’esercito maliano – nella cittadina di Diabalay appena conquistata – è arrivato il primo reggimento di cavalleria, l’unico su undici a essere dotato di carri armati leggeri (eredi dei cavalli purosangue). Sette squadroni per un totale di circa 900 uomini (l’interna Legione non raggiunge gli ottomila) guidati dal 2011 dal colonnello Jean-Christophe Béchon, 44 anni, quattro figli e una tradizione militare da non macchiare.

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