Immigrati irrompono
negli uffici della polizia
Alta tensione e 20 feriti


I nordafricani avevano fatto richiesta per lo status di rifugiato politico


Alta tensione a Napoli tra immigrati e polizia. L’esasperazione scatena la violenza di un gruppo di nordafricani. Distruggono un’auto degli agenti e poi fanno irruzione negli uffici per l’immigrazione di via Galileo Ferraris, dove la commissione territoriale sta valutando se accogliere in appello la loro richiesta per lo status di rifugiato politico, già rigettato la prima volta.

Gli agenti hanno invitato tutti a liberare gli uffici e a mantenere la calma, scaldando ulteriormente gli animi delle persone coinvolte. Tra i feriti alcuni immigrati e 20 poliziotti finiti in ospedale per le botte prese. Sono tutti maschi e nessuno di loro è grave. Sono, invece scampate alle aggressioni la direttrice dell’ufficio immigrazioni, la vice e un’altra funzionaria. Cinque persone sono state arrestate. Tra le accuse a loro carico emerge il danneggiamento aggravato di beni della Pubblica Amministrazione e lesioni aggravate a pubblico ufficiale.

I rivoltosi, provenienti dal Mali, volevano che l’ufficio immigrazione rilasciasse loro un permesso di soggiorno, tecnicamente impossibile da rilasciare in quanto sulla loro presenza in Italia deve esprimersi la commissione territoriale che sta esaminando il loro status di rifugiati politici. C’e’ gia’ stata una bocciatura a questa richiesta che riguarda 1.200 immigrati. Agli extracomunitari e’ stato consentito di poter presentare ricorso sui quali la Prefettura si pronuncera’ prossimamente.

Gli immigrati fanno parte di un gruppo di più di mille persone arrivato in Italia nell’ambito di quella che è stata definita “l’emergenza nordafricana” e sono ospitati a Melito, nel napoletano. Tutti sono in attesa di conoscere l’esito dell’appello. In caso negativo saranno costretti a tornare nel loro Paese.

Si sospetta anche che gli incidenti fossero finalizzati all’arresto per usufruire dei tempi lunghi della giustizia e quindi evitare il rimpatrio in caso di esito negativo dell’appello.

“La violenza non e’ tollerabile e va sempre condannata, non è un metodo accettabile per risolvere le situazioni”. Laura Boldrini, portavoce dell’Alto Commissariato per i rifugiati (Unhcr) ha così commentato l’irruzione nella Questura di Napoli degli immigrati. La Boldrini ha elogiato, inoltre, l’impegno da parte del governo a trovare delle soluzioni alternative per chi non otterrà lo status, anche se un decreto sarebbe stato più appropriato rispetto all’incarico affidato alle commissioni territoriali.

Per la portavoce, comunque, il problema maggiore si presenterà dopo il 31 dicembre, quando cioè terminerà il periodo dell’emergenza nordafricana. “Bisogna trovare una soluzione alternativa per i tanti uomini e donne, e per le famiglie con minori, magari con un sostegno materiale in alternativa all’accoglienza”- ha dichiarato. Sul caso di Napoli ha, infine, aggiunto: “Siamo di fronte a casi di iter non portati a conclusione, che chiaramente hanno tempi molto lunghi. Un’attesa di 10-12 mesi lascia le persone in uno stato di sospensione ed esasperazione, che però non può mai sfociare in un atto di violenza”.