Imprenditore si uccide
I carabinieri gli avevano
sequestrato l’auto


Giampietro Benvegnù, 53 anni, era in crisi per la sua azienda


Un imprenditore edile bellunese si è impiccato nel cortile di casa.

Giampietro Benvegnù, 53 anni, aspettava da tempo di riscuotere dei pagamenti da parte di pubblica amministrazione e privati. La situazione economica della sua azienda non era delle migliori. Ma la goccia che ha fatto traboccare il vaso e ha portato l’uomo a togliersi la vita sarebbe stato il ritiro dell’auto, sequestrata dai Carabinieri dopo che lo avevano sorpreso alla guida, di ritorno a casa, senza patente.

L’uomo, dopo aver finito di lavorare nella sua ditta a Rosolin di Sospirolo, aveva preso la macchina per andare al bar del paese a giocare a carte con gli amici. Al ritorno, la multa dei Carabinieri e il sequestro.

Un ulteriore problema, sommato a quelli economici della sua azienda, a cui l’uomo non ha retto. Il cadavere dell’imprenditore, che non ha lasciato alcun biglietto per spiegare il gesto, è stato trovato dal figlio in una baracca dietro casa.