Istituto Ville Venete:
tangenti in cambio
di più finanziamenti


In manette un architetto accusato di concussione, corruzione e truffa


Si faceva pagare anche cinquemila euro a pratica, e in cambio concedeva finanziamenti gonfiati. Un architetto dell’Istituto regionale Ville Venete, Marco Brancaleoni, è stato arrestato per concussione, corruzione e truffa aggravata.

Dopo lo scandalo tangenti al Pirellone, ora anche i vertici della Regione Veneto rischiano di passare dei guai. Brancaleoni era infatti incaricato di concedere i finanziamenti regionali per i restauri delle numerosi residenze nobiliari disseminate lungo la riviera del Brenta.

Ogni anno l’Istituto porta a buon fine circa 40 pratiche di finanziamento, sulla base di una graduatoria che il funzionario incriminato permetteva di ”aggirare”. Grazie all’utilizzo di documenti falsi o di perizie riferite ad altri immobili, l’architetto riusciva a far risultare necessario per i lavori di restauro un importo superiore a quello realmente stabilito con le ditte esecutrici. Somme che potevano essere anche di 300 mila euro al di sopra del reale. In uno dei casi accertati, l’architetto era riuscito a far richiedere un milione di euro a fronte di una reale necessità di 600 mila euro.

L’inchiesta è scattata dopo la denuncia dei proprietari di villa Mocenigo a Mira, che si sono ribellati alla richiesta di mazzetta. Hanno raccontato alla Guardia di finanza di aver ricevuto da Brancaleoni l’offerta di un maggiore finanziamento in cambio di una tangente da cinquemila euro.

In queste ore sono in corso 23 perquisizioni negli uffici e nelle abitazioni di proprietari di ville, professionisti e dipendenti dell’Istituto.