La Russia compra 400 nuovi missili e 50 navi
Contro la Nato Putin promette il riarmo


In un articolo sul quotidiano ufficiale, il premier russo annuncia spese militari per 600 miliardi di euro. L’obiettivo è riconquistare lo status di leader militare mondiale e vincere le prossime elezioni


Con una spesa di 600 miliardi di euro, la Russia rinnoverà l’ex armata rossa. Annunciato da Vladimir Putin, in un articolo intitolato “”Essere forti: le garanzie di sicurezza nazionale della Russia”, pubblicato sul quotidiano ufficiale del governo Rossiskaia Gazeta, il piano di riarmo prevede l’acquisto entro il 2020 di 400 missili balistici intercontinentali, 8 sommergibili nucleari e oltre 50 navi da guerra.

“Una locomotiva per lo sviluppo dei settori più diversi e un motore per la modernizzazione di tutta l’economia”, queste le parole con cui l’attuale premier russo ha presentato l’iniziativa, sottolineando come l’obiettivo sia quello di “riconquistare lo status di leader in tutte le tecnologie militari”. Ma non solo. Gli scopi del riarmo sembrano, infatti, molteplici. Il 4 marzo la Russia sarà chiamata al voto e, in vista della sua probabile terza vittoria, puntare sul nazionalismo patriottico può essere utile. Inoltre, pur senza nominarle nell’articolo, la Russia appare sempre attenta alla situazione attuale in Siria e in Iran, a proposito delle quali Putin afferma: “La Russia non può dipendere solo dai metodi diplomatici o economici per risolvere i conflitti”.

L’acquisto dei nuovi strumenti militari si configura anche come “risposta alle minacce dello scudo Nato”, a cui la Russia vuole replicare in modo “efficace e asimmetrico”, come afferma il premier e, nel Paese secondo esportatore al mondo di armi, il riarmo potrebbe comportare un aumento dell’occupazione.

Una mossa elettorale, dunque, ma anche una scelta importante di politica estera, che rischia di modificare gli equilibri internazionali.