Quindici secondi di paura hanno attraversato tutto il nord Italia, da Firenze a Torino e Milano, fino a Venezia. Non si hanno notizie di danni rilevanti, ma diverse città – tra cui Milano e Genova – hanno provveduto ad evacuare le scuole. Sospeso temporaneamente anche il traffico ferroviario, per consentire controlli e verifiche lungo i binari. La situazione è adesso tornata alla norma. Controllate anche dighe e linee telefoniche. Gli esperti non escludono che il fenomeno possa ripetersi nei prossimi giorni.
Il terremoto registrato ieri pomeriggio intorno alle 16, con epicentro nel parmense, segue le scosse avvertite dalla popolazione settentrionale già nei giorni scorsi, sempre localizzate nell’area della pianura padana. A destare preoccupazione è l’entità del sisma; il magnitudo della scossa più forte si è attestato al 5.4 della scala Richter. Successivamente i sismologi hanno ravvisato una doppia replica, da 2.7 e 3.2 gradi.
Secondo gli esperti, saremmo in presenza di uno sciame sismico nell’appennino emiliano. È sempre difficile lanciarsi in previsioni quando si tratta di fenomeni come questi, ma i sismologi dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia non se la sentono di escludere altre scosse.
In occasioni come queste torna d’attualità il tema della messa in sicurezza degli edifici più sensibili, in particolare scuole e ospedali. Il 60 per cento delle abitazioni italiane a uso residenziale è stato realizzato prima del 1971, rileva il Consiglio nazionale dei geologi.
Il terremoto di ieri è stato molto profondo, rilevano dall’Istituto: è stato localizzato a60 kmdalla superficie terrestre. È per questo motivo che gli effetti del sisma sono stati attutiti, se si pensa che la profondità della scossa che ha investito L’Aquila nel 2009 fu di appena7 chilometri.
