Il processo va avanti, ma non può essere pronunciata una sentenza, e vengono bloccati i tempi della prescrizione

Processo Mills,
Berlusconi
ricusa i giudici

I difensori di Silvio Berlusconi, Niccolò Ghedini e Piero Longo, hanno depositato alla Corte d’Appello di Milano un’istanza di ricusazione nei confronti dei giudici del processo Mills, in cui l’ex presidente del Consiglio è accusato di corruzione in atti giudiziari. Il motivo dell’istanza è la convinzione dei legali che la prescrizione scadrà il 31 gennaio, dieci giorni prima della data stabilita dal collegio per la sentenza, l’11 febbraio.

 Durante l’udienza del 26 gennaio del processo Ruby a carico dell’ex presidente del Consiglio gli avvocati Ghedini e Longo si sono invece tolti la toga e hanno abbandonato l’aula. I due hanno quindi nominato due sostituti processuali, Filippo Dinacci e Giorgio Perroni, per continuare  a seguire l’udienza. All’origine del gesto uno ‘scontro’ con i giudici della Quarta Sezione penale sul calendario delle udienze del dibattimento.

I difensori avevano infatti chiesto al collegio la possibilità di cancellare l’udienza di lunedì 30, perchè in concomitanza con un altro procedimento a carico di Berlusconi, cioè l’udienza preliminare in cui è accusato di concorso in rivelazione di segreto d’ufficio per la vicenda del nastro Fassino-Consorte ai tempi della scalata di Unipol alla Bnl. Inoltre, i due legali avevano chiesto ai giudici di spostare l’udienza del 10 febbraio, perché tra il 9 e l’11 febbraio sono previste due udienze del processo Mills. I giudici hanno risposto che avrebbero deciso alla fine dell’udienza, ma i difensori si sono detti ”indignati” dal comportamento del collegio.

Secondo l’accusa del processo Mills, Berlusconi avrebbe pagato 600.000 dollari all’ avvocato inglese David Mills per testimonianze reticenti nei processi sulle tangenti a Guardia di Finanza e All Iberian. L’ex presidente del Consiglio ha affermato di non conoscere l’avvocato inglese, mentre David Mills si è detto “offeso del fatto che si ritenga che io abbia reso falsa testimonianza di fronte ai tribunali italiani”.

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