Sei carriole contenenti le ‘macerie’ degli scontri della scorsa estate in Val Susa, come tronchi d’albero, involucri di lacrimogeni, mattoni e filo spinato, aprono il corteo del movimento No Tav che ha attraversato il centro della citta’ di Torino. Dietro le carriole c’e’ uno striscione con la scritta ‘No Tav una garanzia per il futuro”. Alla manifestazione partecipano al momento alcune centinaia di persone, che sfilano sotto la pioggia e scandiscono slogan contro il Procuratore della Repubblica di Torino, Gian Carlo Caselli, e contro gli arresti fatti dalla Polizia nei giorni scorsi.
”Nonostante la pioggia, ancora una volta siamo tantissimi”, ha detto lo speaker del corteo pochi minuti dopo la partenza. ”Lo diciamo al Procuratore antimafia che – ha aggiunto parlando dietro uno striscione con la scritta ”Il No Tav non s’arresta” – si e’ schierato dalla parte dei mafiosi e ha
incarcerato 32 di noi”, riferendo un numero di persone arrestate diverso da quello di 26, che risulta dall’inchiesta. ”Li vogliamo liberi, liberi tutti, liberi subito”, ha proseguito lo speaker. ”Siamo contro questa operazione di Polizia che e’ stata chirurgica per cercar di dividere e sminuire il nostro movimento”, ha commentato Alberto Perino, leader storico del Movimento No Tav.
Il corteo dei No Tav, dopo aver attraversato il centro di Torino, e’ giunto in piazza Castello. Centinaia di dimostranti si sono accalcati davanti all’ingresso del palazzo della Regione Piemonte, presidiato dalle forze dell’ordine.
Sotto la pioggia mista a neve, i No Tav scandiscono slogan contro la ferrovia, gli arresti dei giorni scorsi, il Procuratore della Repubblica di Torino, Gian Carlo Caselli, e il presidente della Regione Piemonte, Roberto Cota, e hanno acceso un paio di fumogeni. Al centro della piazza, i manifestanti hanno scaricato le loro ‘macerie’, in un punto che hanno circondato con del nastro rosso simulando un cantiere. Ci sono rami d’albero, mattoni, cartucce di lacrimogeni. I promotori della manifestazione hanno invitato i manifestanti a ripartire in corteo verso via Po
Alcune uova sono state lanciate contro la ex sede del quotidiano ‘La Stampa’, nel centro di Torino, da alcuni manifestanti che partecipano al corteo No Tav. Sullo stesso edificio, con della vernice, sono state tracciate scritte di insulti contro alcuni cronisti. Altri manifestanti hanno scandito slogan contro giornalisti e fotografi.
”Con le macerie riportiamo una piccola parte delle loro porcherie, quelle che ci hanno portato in Val Susa”: lo ha detto Alberto Perino, leader dei No Tav,durante la manifestazione contro la linea ad alta velocita’ Torino-Lione in corso nel capoluogo piemontese.
Durante la manifestazione i manifestanti hanno scaricato in piazza Castello, nel cuore di Torino, tronchi, bossoli di lacrimogeni e filo spinato, che hanno raccolto al centro della piazza e ‘circondato’ con nastro bianco e rosso a simulare un cantiere. ”Il corteo – ha sottolineato Perino – ha anche un significato particolare dopo gli arresti di giovedi”, fatti dalla Polizia per gli incidenti della scorsa estate in Val di Susa.
Un gruppo di una cinquantina di manifestanti ha occupato questo pomeriggio alcuni uffici di Trenitalia nella stazione ferroviaria di Mestre, esponendo striscioni con la scritta ”No Tav ne’ il Val di Susa ne’ in Veneto”. A riferire dell’azione e’ Michele Valentini del Centro Sociale Rivolta di Marghera. Secondo Valentini, si tratta di una iniziativa di solidarieta’ nei confronti degli attivisti No Tav arrestati peri fatti in Val di Susa e di protesta contro RFI e il progetto di tracciato che riguarda il Veneto. L’iniziativa non ha comportato al momento alcuna ripercussione nell’attivita’ dei convogli ferroviari. (ANSA)
