Ci si può sentire poveri in una villa con piscina? Sì. E’ successo. Non in un romanzo, ma a Padova. Una donna pensionata, pur vivendo in una grande villa, aveva richiesto il sussidio economico al Comune. Aveva dichiarato di appartenere a una famiglia indigente. Gli ufficiali della Guardia di Finanza, che stanno conducendo un’indagine su oltre duemila contribuenti sospetti, hanno scoperto che riceveva 4.600 euro di fitto al mese (tutti in nero), e aveva fatto richiesta per il rimborso delle spese universitarie sostenute per il figlio. E le aveva ottenute.
La rendita le era garantita dal fitto dei suoi 14 immobili sparsi per la città. Nel tempo, si è appreso, aveva omesso di dichiarare canoni d’affitto per oltre 220mila euro.
La Guardia di Finanza adesso può scoprire i falsi poveri. Come? Per mezzo dei controlli incrociati. Se una persona si dichiara indigente, ma vive in una grande villa, o è iscritta al circolo della caccia e ha migliaia di euro in banca, prima poteva contare sulla scarsa circolazione dei cosiddetti dati “fiscalmente” rilevanti. Adesso, nei database delle Fiamme Gialle, confluiscono tutte queste informazioni, e fine della festa. Tempi duri per gli evasori.
