Arrigoni, morti due killer
la salma stasera in Italia


Le forze di Hamas hanno catturato anche il terzo componente della cellula salafita. Il feretro sarà accolto dalla comunità palestinese


Due morti e un ferito. È questo il bilancio finale dell’assedio delle forze di sicurezza di Hamas al campo profughi di Nuseirat, dove si nascondevano i componenti della cellula salafita che si è macchiata dell’omicidio del volontario italiano Vittorio Arrigoni. Stando al resoconto dei servizi di sicurezza, l’operazione si sarebbe risolto solo dopo alcune ore. La polizia di Hamas, il movimento islamico che controlla la Striscia di Gaza, avrebbe circondato l’edificio in cui si erano rifugiati i membri del gruppo estremista. Il primo ad aprire il fuoco sarebbe stato il giordano Abdul-Rahman al-Breizat, ma contro i suoi compagni. «Ha lanciato un ordigno esplosivo in direzione dei componenti della sua cellula, ferendo gravemente Bilal al-Umari, morto per le ferite e in modo lieve l’altro, prima di suicidarsi con un colpo di pistola», ha comunicato il ministero dell’Interno di Hamas. Pochi minuti prima del suicidio di Breizat, un altro ricercato, il palestinese Mohammed al-Salafiti, si era consegnato alla polizia dopo una fitta sparatoria.

Vittorio Arrigoni

Nel frattempo, continua il lungo viaggio verso casa della salma di Vittorio Arrigoni. Il corpo arriverà in tarda serata al terminal Cargo City dell’aeroporto di Fiumicino. Ad attendere il feretro ci sarà la comunità palestinese di Roma «per accogliere con il dovuto rispetto il combattente per la pace Vittorio Arrigoni ucciso a Gaza», come comunica in una nota la Rete romana di solidarietà col popolo palestinese. Poi, sarà trasportato all’ospedale Umberto I di Roma, nel reparto di medicina legale. Infine, i funerali che si terranno il pomeriggio di Pasqua a Bulciago, in provincia di Lecco, il paesino natale del volontario ucciso a Gaza.